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Bulimia

La bulimia, letteralmente "fame da bue", è un disturbo alimentare caratterizzato dall'impulso irresistibile ad ingurgitare cibo di qualsiasi tipo in grande quantità senza però che il soggetto senta lo stimolo della fame. Questo comportamento talvolta può essere accompagnato dal senso di colpa e dalla paura ossessiva di ingrassare. La bulimia colpisce, come l'anoressia, soprattutto le giovani donne e per il 50 per cento dei casi guarisce dopo un periodo che va dai 5 ai 10 anni. Le abbuffate ricorrenti sono accompagnate dal sentimento di non riuscire a smettere di mangiare né di controllare cosa si stia mangiando e sono seguite da comportamenti compensatori totalmente inadeguati volti a impedire l'aumento di peso. I comportamenti compensatori più diffusi sono il vomito auto-indotto, l'uso di farmaci eliminatori (per esempio lassativi) o periodi di digiuno e attività fisica esagerata. Sono queste forme errate di controllo del peso che fanno si che le persone affette da bulimia non siano necessariamente obese o soprappeso, hanno spesso un peso normale o addirittura possono essere sottopeso. Non è sempre facile riconoscere una persona che soffre di bulimia poiché i comportamenti di controllo possono essere dissimulati e le conseguenze sul fisico meno visibili che nel caso dell'anoressia. Comunque una persona può essere considerata malata quando le abbuffate e i comportamenti compensatori si verificano almeno due volte a settimana per un periodo di tre mesi. Il vomito auto-indotto alla lunga produce delle complicazioni che non vanno sottovalutate. Per effetto dei succhi gastrici lo smalto e la dentina dei denti possono danneggiarsi, si possono avere erosioni dello stomaco, disidratazione e anemia. Come tutti disturbi alimentari le cause della bulimia non sono ben conosciute anche se probabilmente esiste una relazione con la depressione. Come per l'anoressia, anche la cura della bulimia necessita l'azione combinata di figure diverse (psicologo, psicoterapeuta, nutrizionista) che lavorano in équipe in collaborazione con il malato e la sua famiglia.