| La fobia è una paura esagerata e sproporzionata per un'entità (animali, cose, colori) o una situazione, accompagnata da un profondo stato di ansia. Al contrario della normale paura che tutti noi proviamo in alcune occasioni la fobia provoca dei comportamenti di "evitamento" sistematico ed ossessivo dell'elemento su cui si porta la fobia tale da limitare in modo importante lo svolgersi delle normali attività quotidiane. La paura normale non impedisce l'esplorazione di ciò che non conosciamo o temiamo, rappresenta piuttosto un allarme che ci permette di valutare il rischio e ci aiuta a scegliere tra confronto o evitamento. La fobia invece implica un blocco delle interazioni tra individuo e situazioni esterne non controllate che necessariamente si presentano nella vita. Le cause precise delle fobie non sono ben conosciute ma probabilmente si tratta di un meccanismo inconscio di difesa verso conflitti affettivi interiori. In altre parole il soggetto sposta l'ansia provocata dal conflitto interiore su un oggetto esterno collegato in maniera simbolica al conflitto. Peraltro la "scelta" dell'oggetto su cui viene spostata l'ansia varia da individuo ad individuo. La fobia è quindi il risultato di una fuga inconscia dall'ansia. Questo disturbo psicologico provoca un sentimento di apprensione e di allarme generalizzato che arriva fino al panico vero e proprio. Per evitare lo stimolo fobico e non sentire paura il soggetto trova soluzioni più o meno contorte che lo portano a modificare pesantemente la sua vita. Alla lunga la paura dell'agente fobico causa un'ansia anticipatoria continua che induce il fobico a escludere tutte le situazioni che comportano il rischio di trovarsi di fronte all'elemento temuto. Naturalmente tanto più sarà diffuso e comune l'oggetto della fobia tanto più la vita del fobico sarà penalizzata. Per esempio la paura di volare in aereo per una persona che non deve viaggiare per lavoro sarà meno invalidante dell'agorafobia dove la nozione di spazio aperto è fluttuante e applicabile a molte situazioni. Le fobie sono state differenziate secondo l'oggetto o la situazione che scatenano la paura. Ci sono le fobie situazionali in cui si ha per esempio paura di volare, di attraversare un tunnel, di prendere l'ascensore o i mezzi pubblici. Possiamo inoltre citare la fobia di animali (ragni, topi, cani, serpenti) e quella del sangue o quella di eventi e ambienti naturali (temporali, altezza, acqua). Alcuni studi americani hanno stilato una sorta di classifica delle fobie più comunemente diffuse: al primo posto troviamo quella dei ragni seguita dalla paura per le altre persone e i contatti sociali (fobia sociale) e quella dell'aereo. Il trattamento delle fobie di maggior efficacia prevede psicoterapie di tipo cognitivo o comportamentale che agisce direttamente sul "sintomo" della paura senza ricercarne le motivazioni inconsce e nel caso di disagio di tipo ansioso molto intenso e continuo l'uso di psicofarmaci.
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