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Antiulcera

L'ulcera peptica o gastrica è una lesione che colpisce la mucosa che riveste la parete interna dello stomaco e del duodeno e che può essere singola o multipla, superficiale o profonda.
La terapia antiulcera è finalizzata ad accelerare la guarigione inducendo la cicatrizzazione della lesione, ad alleviare i disturbi e ad ostacolare sia l'insorgenza di complicanze che di recidive.
Per la terapia dell'ulcera peptica sono disponibili diversi farmaci contenenti sostanze che agiscono con differenti meccanismi d'azione; i più comuni sono: gli antiacidi, come l'idrossido di magnesio e di alluminio che neutralizzano l'acido cloridrico secreto dallo stomaco; gli antisecretori come gli H2-antagonisti (la cimetidina, la ranitidina, la famotidina, la nizatidina), gli anticolinergici (come la pirenzepina), gli inibitori della pompa protonica (come l'omeprazolo) che inibiscono la secrezione acida gastrica; i cosiddetti farmaci di barriera come il sucralfato ed il bismuto colloidale subcitrato che sono in grado di combinarsi con le proteine presenti sulla lesione ulcerosa formando uno strato protettivo che protegge la lesione dai fattori aggressivi.
Qualora le indagini diagnostiche accertino la presenza nello stomaco del paziente affetto da ulcera del batterio Helicobacter Pilori, alla somministrazione di farmaci antiulcera viene associata l'assunzione di una terapia antibiotica per debellare l'infezione.
Il paziente, per accelerare il processo di guarigione della malattia ulcerosa, deve associare alla terapia medica l'osservanza di alcune regole comportamentali come consumare pasti leggeri e frequenti con cibi non irritanti ed evitare bevande alcoliche e fumo. Deve poi essere informato che diversi farmaci, alcuni anche di uso comune (come i FANS, ovvero i farmaci antinfiammatori non steroidei), esercitano un'azione lesiva sulla mucosa gastroduodenale.