Vengono definiti antiblastici i farmaci contenenti sostanze che possiedono la capacità di inibire la moltiplicazione cellulare. Comunemente il termine di "antiblastico" è utilizzato come sinonimo di "antineoplastico" ed identifica quindi un farmaco ad azione antitumorale che viene impiegato nel trattamento delle neoplasie maligne.
La neoplasia (o tumore) è una formazione di tessuto che origina da cellule trasformate, caratterizzata da una proliferazione incontrollata, atipica e non finalizzata che avviene a spese dell’organismo ospite che tende a diffondere sia nei tessuti adiacenti che in tessuti lontani (metastasi).
La maggior parte degli antiblastici (o antineoplastici) sono più efficaci nel distruggere le cellule che proliferano piuttosto che le cellule in fase di riposo; questi farmaci quindi sono in grado di agire non solo sulle cellule tumorali ma anche sulle altre cellule in fase di attiva replicazione tra cui quelle facenti parte del sistema immunitario provocando, di conseguenza, un effetto collaterale immunodepressivo.
I farmaci antiblastici (o antineoplastici) includono:
- gli agenti alchilanti che interferiscono con la replicazione del DNA e quindi con la normale divisione e differenziazione cellulare;
- gli antimetaboliti che interferiscono con la formazione dei composti necessari alla divisione cellulare;
- alcune sostanze presenti in natura (nel mondo vegetale o prodotte da microrganismi) come gli alcaloidi della pianta della vinca rosea capaci di interrompere la divisione cellulare o le epipodofillotossine estratte da un resina naturale ricavata dalla pianta della mandragora;
- gli antibiotici tumorali quali la doxorubicina, la daunomicina e la mitomicina che inibiscono o bloccano la sintesi del DNA o la dactinomicina e la mitramicina che interferiscono con la sintesi dell’RNA;
- gli ormoni e gli antagonisti ormonali (corticostreoidi, estrogeni, androgeni, progestinici, antiestrogeni, antiandrogeni ecc) che vengono impiegati nel trattamento di alcune neoplasie quali il carcinoma della mammella, della prostata e dell’endometrio;
- degli agenti “vari” che comprendono farmaci a struttura chimica e meccanismo d’azione differenti quali il cisplatino, composto a base di platino e la procarbazina.
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