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10/05/2005

Cresce l'esercito dei bambini difficili, ecco i consigli degli psichiatri

E non sono la minoranza perché ben un piccolo su dieci in età prescolare, ovvero fino ai cinque anni, presenta infatti disturbi del comportamento di vario grado. Non si tratta di una patologia vera e propria, hanno rassicurato gli esperti, ma comunque di un segnale da non sottovalutare e che va letto come la crescente difficoltà dei genitori di educare i proprio figli in una società sempre più complessa e con punti di riferimento troppo mutevoli.
"I disturbi del comportamento - ha sottolineato la psichiatra Sandra Maestro dell'Università di Pisa - riguardano il 10-15 per cento dei bambini tra 0 e 5 anni e rappresentano il motivo principale di consultazione dello specialista".
Infatti nel 75-80 per cento dei casi relativi ad under-5 i genitori si rivolgono allo psicologo preoccupati per disturbi del comportamento.
Fortunatamente il più delle volte si possono escludere difetti della sfera cognitiva o particolari patologie organiche, mentre si riscontra appunto una forte tendenza a crisi di rabbia, collera e opposizione. Una carica di aggressività, ha aggiunto il neuropsichiatra infantile Filippo Muratori, "che rende questi piccoli estremamente difficili da educare".
E bisogna considerare gli effetti a lungo termine di queste difficoltà che emergono già nella prima infanzia, infatti sono proprio i bambini oggi difficili quelli con maggiore probabilità domani di sviluppare condotte a rischio, dalla fuga alla micro-delinquenza.
La rabbia e l'aggressività dei piccoli sicuramente dipende in buona parte dal condizionamento sociale, hanno spiegato gli psichiatri. Un fattore di rischio, ad esempio, può essere la presenza di madri giovani e sole, senza una figura paterna con cui il bambino possa confrontarsi e che sia in grado di contrapporsi adeguatamente al piccolo.
Ma il vero nodo, secondo gli psichiatri, è che oggi i bambini sono sempre più intolleranti alle frustrazioni indotte per esempio da un rifiuto di mamma e papà ad accondiscendere a una loro richiesta. I genitori hanno le loro responsabilità perché "dimenticano" di educare i piccoli al dolore e alla delusione che invece fanno naturalmente parte della vita emotiva di ognuno.
Incapacità di fare fronte alle frustrazioni, ma anche mancanza di punti fermi e limiti da parte dei grandi.
Ma dagli psichiatri arriva un consiglio preciso: essere fermi e abituare i bambini alle delusioni anche solo semplicemente rimandando la soddisfazione di un desiderio o di una richiesta.

Paola Mariano
Il Pensiero Scientifico Editore

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