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16/05/2005

L'importanza dei farmaci nella nostra vita

I farmaci hanno contribuito e lo faranno ancora in futuro, ad allungarci la vita.
È quanto sostenuto nell'incontro "Ricerca farmaceutica e qualità della vita" svoltosi all'università La Sapienza di Roma da Mario Brufani del Dipartimento di Scienze Biochimiche "A. Rossi-Fanelli" dell'ateneo romano.
Si vive di più, ha spiegato Brufani, grazie ai progressi della ricerca farmaceutica che hanno permesso negli anni l'introduzione di nuovi farmaci. In Italia si è passati infatti da vita media di di 50 anni, all'inizio del secolo, agli attuali 82-83 anni per le donne e 77-78 per gli uomini. Questo aumento dell'aspettativa di vita che si è verificato nell'arco degli ultimi 50-60 anni si deve, certo, a vari fattori quali le abitazioni più salubri, la migliore alimentazione, la riduzione delle ore lavorative giornaliere e annuali, la maggiore igiene, soprattutto quella alimentare, il riscaldamento e il condizionamento delle abitazioni e degli ambienti di lavoro, i progressi della medicina, ma non vi sono dubbi sul fatto che i farmaci hanno avuto su di esso un peso determinante.
Infatti in questo stesso arco di tempo sono cambiate le principali cause di mortalità: prevalentemente di natura infettiva (dissenteria, infezioni respiratorie, tubercolosi, infezioni delle vie urinarie etc), prima della scoperta degli antibiotici, di natura circolatoria e tumorale oggi.

Ma, anche se meno marcatamente, si sono verificati incrementi di aspettativa di vita in corrispondenza dell'introduzione in terapia dei moderni farmaci anti-ipertensivi, degli antidiabetici solo per citarne qualcuno.
Per esempio, negli Stati Uniti l'introduzione all'uso terapeutico dei beta-bloccanti adrenenergici, una classe di farmaci per abbassare la pressione sanguigna, ha ridotto le morti per infarto di circa 300 mila unità l'anno.

Oggi, comunque, in tutti i paesi sviluppati la principale causa di mortalità è costituita proprio dagli eventi cardiaci; al secondo posto vi è, in quasi tutti i paesi, il tumore, al terzo l'ictus cerebrale, al quarto si ritrovano vari eventi, che possono variare da paese a paese, quali gli incidenti automobilistici, il morbo di Alzheimer e in qualche paese l'AIDS. I decessi per infezioni batteriche costituiscono invece soltanto la quinta causa di mortalità.
Si potrà arrivare ad aspettative di vita di 96 anni, quando saranno disponibili farmaci adeguati per trattare le principali attuali cause di mortalità.
Ipotizzare in quanti anni questi obiettivi potranno essere raggiunti non è al momento possibile, ha sottolineato Brufani, ma si tratterà di varie decine di anni, non secoli.

Paola Mariano
Il Pensiero Scientifico Editore

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