Dislessia: una ricerca italiana scopre la causa
All'origine della dislessia, uno dei più comuni disturbi del linguaggio, ci sarebbe una disfunzione del cervelletto: è questo il risultato cui sono giunti i ricercatori dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con i colleghi dell'istituto Santa Lucia di Roma.
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale "Neuroimage", è stato condotto su pazienti adulti con accertata dislessia, genitori di bambini a loro volta dislessici.
Grazie all'utilizzo della risonanza magnetica funzionale, i ricercatori hanno analizzato il comportamento dei pazienti di fronte ad una sequenza motoria che appariva su di un monitor. La sequenza all'inizio era casuale, ma poi procedeva secondo un ordine prestabilito che gli adulti non dislessici erano in grado di apprendere, mentre i dislessici non riuscivano ad imparare la sequenza. Nel primo caso si "accendeva" una zona del cervelletto nella sola fase di apprendimento, nei secondi restava sempre accesa. Da qui, l'ipotesi che un malfunzionamento del cervelletto impedisca ai dislessici, che hanno peraltro un quoziente intellettivo nella norma, di imparare i processi di automatizzazione, come il linguaggio e la lettura.
La dislessia colpisce in Italia il 4% della popolazione e per essere curata efficacemente richiede una diagnosi precoce e un programma riabilitativo tempestivo in età pediatrica. Invece, ancora oggi, si tarda nelle diagnosi, mentre riconoscere subito i segnali e cominciare presto una terapia appropriata (con logopedia o attraverso processi di automatizzazione) garantisce risultati migliori.
Lo studio appena concluso apre ora la via allo sviluppo di nuove procedure diagnostiche e riabilitative che tengano conto della complessa e articolata origine del disturbo.
a cura di Comunicazione Corporate Angelini