Depressione

I disturbi dell'umore sono stati descritti fin dall'antichità. Nella letteratura troviamo numerosi esempi dove vengono riferiti gli stati di tristezza della depressione e di esaltazione nella mania. La depressione è causa di una compromissione nel funzionamento sociale e lavorativo che cambia radicalmente la vita della persona colpita e dei suoi familiari. Talvolta insorge come reazione sproporzionata ad un evento luttuoso, altre volte è difficile collegarla con specifici eventi spiacevoli. Il lutto è invece un evento drammatico che si avvicina alla depressione per la forte e inconsolabile tristezza che lo accompagna. La mania è una condizione caratterizzata da euforia, iperattività, estroversione, estremo senso di benessere, ed illimitata fiducia in se stessi. Le persone maniacali possono parlare continuamente, mordersi le unghie, bere in modo smodato, fumare, masticare la gomma, mordersi l'interno della bocca. Si sentono felici, ma è molto difficile che conoscano la serenità. Ci sono poi le depressioni legate a particolari momenti della vita, per esempio la depressione climaterica, che si può verificare nella donna in corrispondenza del periodo della menopausa, o la depressione post-partum.

Depressione

Nel corso della vita capita a tutti di sentirsi tristi, scoraggiati, svogliati o pieni di sensi di colpa. Questo può accadere in seguito ad undepressione evento particolare come la morte di una persona cara, la perdita di un lavoro o di un amore, un insuccesso scolastico o anche semplicemente per il cielo grigio. Queste sono manifestazioni normali, che testimoniano la ricchezza della nostra affettività. La tristezza normale si può superare, a volte basta un perdono, un'altra occasione, un po' di sostegno da parte delle persone vicine. La depressione è però, qualcosa di diverso. Essa causa una compromissione nel funzionamento sociale e lavorativo. La vita della persona colpita e dei familiari cambia. Talvolta la depressione insorge come reazione sproporzionata ad un evento luttuoso, altre volte è difficile collegarla con specifici eventi spiacevoli.

Tipi di depressione
I principali tipi di depressione sono il disturbo depressivo maggiore e il disturbo distimico.
Il disturbo depressivo maggiore, a seconda che siano verificati uno o più episodi di depressione maggiore, si distingue in:

  • disturbo depressivo maggiore, episodio singolo
  • disturbo depressivo maggiore, ricorrente.
Un episodio depressivo maggiore è definito tale quando, quasi ogni giorno, in un periodo di due settimane, sono stati presenti almeno cinque dei seguenti sintomi:
  • depressione dell'umore: è uno stato che differisce quantitativamente e qualitativamente dalla tristezza. La persona non è consolabile, sente una profondissima prostrazione e disperazione che non sembra paragonabile alle altre reazioni di dispiacere che normalmente vengono sperimentate da tutti
  • perdita di piacere o interesse per le abituali attività: la persona depressa non riesce più a provare emozioni per quelle cose che in passato la interessavano, come lavoro, hobby, interazioni sociali
  • aumento o perdita del peso o dell'appetito: può essere molto rilevante, in genere si intende una variazione del 5 per cento rispetto al peso corporeo di partenza nell'arco di un mese
  • insonnia o ipersonnia: in genere non ci sono difficoltà ad iniziare il sonno, ma capita spesso che ci siano dei risvegli notturni nella seconda parte della notte e un precoce risveglio al mattino con umore depresso. È stato inoltre osservato che questi pazienti presentano una riduzione del sonno delta (le fasi 3 e 4 del sonno)
  • alterazioni psicomotorie (rallentamento o agitazione): si osserva con maggiore frequenza un rallentamento nei movimenti, nell'espressione verbale che diminuisce quantitativamente e diventa lenta. Meno frequente è l'agitazione e l'affollamento delle idee
  • diminuzione dell'energia e faticabilità: le persone non si sentono in grado di svolgere attività anche molto semplici, sono deboli e affaticate
  • senso di colpa, di inutilità e svalutazione: il soggetto si accusa continuamente di colpe che non ha commesso, di essere di disturbo per gli altri, ritiene che la sua vita non abbia senso e che non ci siano possibilità
  • difficoltà di concentrazione e di pensiero: c'è un rallentamento delle attività di pensiero, forse ascrivibili al tentativo di ridurre la sofferenza
  • pensieri di morte, ideazione suicidaria e/o tentativi di suicidio: capita frequentemente che questi pazienti possano pianificare e/o mettere in atto un suicidio.

 

È necessario che sia presente almeno depressione dell'umore o la perdita di interesse e piacere. I sintomi della depressione causano disagio o compromissione in ambito sociale e lavorativo o in altre aree importanti. Inoltre questo stato rappresenta un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento e non è giustificato da condizioni mediche, uso di sostanze o lutti.

Il disturbo distimico è caratterizzato da una lunga durata (2 anni) e da sintomi la cui gravità non è sufficiente per essere classificata come episodio depressivo maggiore. È tuttavia presente, per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni un umore depresso e perdita di interesse per quasi tutte le abituali attività. Inoltre nei due anni di durata del disturbo i sintomi possono non essere presenti per non più di 2 mesi.
Durante la depressione devono essere presenti almeno due dei seguenti sintomi:

  • appetito scarso o iperfagia
  • insonnia o ipersonnia
  • scarsa energia o astenia
  • bassa autostima
  • difficoltà di concentrazione o nel prendere decisioni
  • sentimenti di disperazione.

 

I sintomi causano disagio o compromissione in ambito sociale e lavorativo o in altre aree importanti. I sintomi non sono dovuti ad uso di sostanze o condizioni mediche. Si riconosce un esordio precoce se il disturbo si presenta prima dei 21 anni e un esordio tardivo quando si presenta dopo i 21 anni.
Si parla di depressione doppia quando pazienti con disturbo distimico presentano un disturbo depressivo maggiore sovrapposto.

Diffusione della depressione
La depressione è una sindrome relativamente comune che colpisce il 4, 5 per cento della popolazione, con una prevalenza doppia delle donne rispetto agli uomini. Il decorso è diverso a seconda del sottotipo di depressione (disturbo depressivo maggiore, disturbo distimico, depressione doppia). Le ricadute della depressione sono molto frequenti: più elevate in quei soggetti che hanno avuto tre episodi precedenti di disturbo depressivo maggiore e ancora più alte nei pazienti con una diagnosi di disturbo distimico.

Trattamenti della depressione
Le ricerche che hanno messo a confronto i trattamenti farmacologici della depressione e la psicoterapia hanno evidenziato un'equivalenza dei due metodi. Sebbene non ci siano prove a favore di migliori risultati nei trattamenti combinati della depressione (farmacologiche e psicoterapeutiche) è opportuno che tutti i pazienti vi possano accedere.
Nel 50 per cento dei casi si ottiene una remissione dei sintomi della depressione dopo la terapia, ma nel corso di un anno la metà di questi pazienti sperimenta una ricaduta. Dunque, solo un quarto dei pazienti sembra stare bene dopo una terapia breve.

Al momento di trattare un paziente con depressione deve essere fatta un'attenta valutazione del caso. Ove non ci siano trattamenti in atto, in situazioni di fase acuta (con pericolo di vita per il paziente) viene in genere prescritto un trattamento farmacologico con una psicoterapia di sostegno. Una volta superata la crisi sembra avere maggiore significato l'idea di un trattamento psicoterapeutico. Esiste un ampia gamma di farmaci per al depressione la cui prescrizione deve essere attentamente valutata per i loro effetti terapeutici e gli effetti collaterali che possono limitare la collaborazione del paziente.


Depressione ed eventi di vita

Alcune depressioni sono legate a particolari momenti della vita di una persona. Una di queste è la depressione climaterica, che si può verificare nella donna in corrispondenza del periodo della menopausa. C'è poi la depressione da esaurimento, che si presenta in seguito ad un periodo più o meno lungo di sovraccarico emozionale, e la depressione da sradicamento che colpisce le persone che hanno dovuto abbandonare il luogo in cui vivevano a causa, per esempio, di un trasferimento. La depressione nell'anziano invece ha caratteristiche particolari, in quanto la perdita di speranze, le paure per la propria salute e simili trovano un riscontro nella realtà esterna. Ma vediamole nel dettaglio.

Depressione Climaterica
La menopausa è la cessazione del ciclo mestruale. Nella sospensione si rileva la cessazione dell'attività ovarica, modificazioni a livello metabolico e psiconeuroendocrino. La maggior parte delle volte non si tratta di una cessazione improvvisa. È, invece, spesso presente un periodo che viene anche definito come pre-menopausa in cui i cicli diventano irregolari (molto frequenti, o molto diradati) e le mestruazioni stesse differiscono in termini di intensità e durata.
L'aumento dell'età media, il diverso ruolo della donna e altri fattori hanno fatto sì che la donna, una volta cessata l'età riproduttiva, non necessariamente "abbia perso tutto". È altresì vero che come ogni tappa, ogni cambiamento rilevante, anche la menopausa può essere considerata come una crisi fisiologica.

Probabilmente il modo in cui una donna vivrà la menopausa rispecchierà il suo modo abituale di confrontarsi con gli eventi della vita. Sono, tuttavia, in gioco oltre ai fattori culturali, sociali e personali, anche fattori biologici e genetici. La menopausa può essere in donne predisposte un momento in cui spesso si presentano varie malattie psicosomatiche. A livello psichico sono molti i sintomi che compaiono. Si riscontrano spesso inquietudine, aggressività, emotività, malessere, insonnia e ipersonnia, fobie, difficoltà attentive e disturbi sessuali. Ma sicuramente il disturbo più lamentato è la depressione. Anche in questo caso la depressione sarà legata alle caratteristiche di personalità della donna, variando da forme lievi a forme intense, da forme a breve o a lunga durata. In alcuni casi, quando la depressione è accompagnata da sintomi ansiosi, fobici, insoddisfazione sul piano generale e sessuale, si parla di "sindrome esistenziale climaterica".

Depressione da esaurimento

 

Depressione ed eventi di vita La depressione da esaurimento è una particolare forma di depressione reattiva che si presenta in seguito ad un periodo più o meno lungo di sovraccarico emozionale.
Colpisce frequentemente gli uomini con un carico eccessivo di responsabilità.
La depressione sopravviene quando il sovraccarico non viene più retto e/o tollerato.
I sintomi sono ansia, esplosioni affettive inadeguate e astenia.

 

 

 

Depressione da sradicamento
La depressione da sradicamento colpisce le persone che hanno dovuto abbandonare il luogo in cui vivevano a causa, per esempio, di emigrazioni o trasferimenti. La perdita consiste nell'aver lasciato i luoghi, le persone e le abitudini con cui la persona aveva uno stretto legame.

Depressione nell'anziano
La depressione nell'anziano ha caratteristiche particolari, in quanto i temi di svalutazione, perdita di speranze, inutilità, paure per la propria salute e altro trovano un riscontro nella realtà esterna. La depressione nell'anziano si presenta spesso sotto forme più regressive e paranoiche. La persona anziana mostra spesso ansia, irritabilità, deliri e allucinazioni, agitazione psicomotoria.
È inoltre importante prendere in considerazione depressioni di origine organica o sintomatica, prodotte da squilibri metabolici (ipo e iper-tiroidismo, ipo o iper-surrenalismo corticale), da fattori infettivi o tossici.


La depressione post-partum

La donna che partorisce si trova spesso impreparata ad affrontare le situazioni e le difficoltà nella sua nuova condizione. Non è infrequente che si trovi sola o senza un supporto adeguato. Nel rapporto con il bambino possono tornare in primo piano vecchi conflitti della donna con la propria madre. Questo può portare ad una forte ambivalenza nei confronti del bambino. Le donne si sentono spesso inadeguate e incapaci di curare il figlio, capacità che vengono invece attribuite ad altre persone come il padre o i nonni. Possono entrare a far parte dei vissuti materni anche precedenti esperienze di lutto o di perdita, dei propri genitori, di un partner, di un figlio o di un aborto. In questi ultimi due casi il nuovo nato si trova di fronte all'arduo compito di essere nato ed essere vivo al posto di un altro bambino, con tutto il carico di angosce e di aspettative.

La depressione post-partumAlcuni autori ritengono si possa parlare di un continuum tra stati di malessere transitorio, disturbo materno post-natale e depressione post-natale. Gli stati di malessere transitorio, definiti anche come "tristezza materna" sono presenti in circa la metà delle madri con una durata variabile dalle poche ore a qualche giorno dopo la nascita. Si caratterizzano con una tendenza al pianto, ipersensibilità, cambiamenti di umore e stanchezza. Il disturbo materno post-natale si presenta come uno stato di malessere, dolori, ridotto attaccamento al bambino e sentimenti di mancanza di sostegno. La depressione post-partum consiste in una situazione di umore depresso con pianto, angoscia, stanchezza, irritabilità, svalutazione, indegnità, paura di danneggiare il neonato o esserne danneggiate in senso fisico e psicologico, angosce per la salute del neonato.

I fattori di rischio della depressione post-partum sono l'età adolescenziale o matura, precedenti psicopatologie, eventi di vita stressanti, cattivo rapporto con la propria madre e/o con la sessualità, precedenti lutti e/o aborti. È inoltre frequente che chi ha sofferto di depressione post-partum possa avere lo stesso problema in occasione di una nuova gravidanza.

Il primo "trattamentodepressione post-partum è senz'altro la prevenzione. Tutti i fattori di rischio sopra elencati descrivono la presenza di situazioni di vita o di traumi non elaborati. In alcuni casi, la gravidanza così come la maternità è un momento in cui si svela una psicosi latente. Probabilmente le future mamme potrebbero essere aiutate da un sostegno psicologico in modo da aver la possibilità di elaborare eventuali traumi. La maternità non può essere considerata come un farmaco per problemi personali o di coppia (i cosiddetti bambini-colla che tengono unite le famiglie), è importante che possa essere affrontata con un adeguato sostegno familiare, sociale e in certi casi terapeutico.

Riguardo ad altri fattori causali della depressione post-partum, sono state fatte numerose indagini per trovare delle relazioni tra i cambiamenti ormonali e la depressione, ma attualmente non esistono prove definitive che avvalorino queste ipotesi. Quando si presenta una depressione post-partum o una psicosi post-natale vengono spesso prescritti dei farmaci, abbinati o meno a sedute di psicoterapia. Infine alcuni autori descrivono la depressione post-partum come un disturbo che può colpire sia la madre che il padre. La madre vivrebbe un sentimento di perdita rispetto alla condizione di gravidanza, mentre il padre si sentirà di aver perso il posto che prima occupava, adesso preso dal bambino.

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