Mal di denti

Un dolore intenso giunge all'improvviso e può aumentare con la masticazione, con cibi troppo caldi o troppo freddi oppure quando nella nostra alimentazione ci sono troppi zuccheri. La causa è la pulpite, ossia l'infiammazione localizzata alla polpa dentale, che è responsabile di un dolore intenso a carattere nevralgico, che arriva quando la carie ha già raggiunto la camera pulpale. Può dipendere anche da traumi, agenti chimici o termici. L'ascesso dentale, invece, è la complicazione dell'infezione e dell'infiammazione della polpa del dente provocata dalla carie. Si presenta inizialmente come un dolore, provocato da una pressione anche minima sul dente, e un'aumentata reattività al calore. È acuito dalla masticazione. Gengiviti e parodontiti sono infiammazioni rispettivamente delle gengive e di tutto il "parodonto", ossia l'apparato di sostegno dei denti. Si manifestano progressivamente con rossore e gonfiore gengivale, localizzato o esteso, quindi ipersensibilità dei colletti dentari e dolore. Prevenire il mal di denti è possibile già da bambini. Poche regole di igiene e di controllo medico possono evitarci momenti estremamente dolorosi e farci avere un'aria sana e un sorriso splendente.

Cosa fare in caso di mal di denti

Carie, gengiviti e parodontiti non possono essere trattate da soli senza ricorrere a uno specialista, che interviene sulla causa del mal di denti. In ogni caso è possibile ricorrere ai farmaci di automedicazione per curare i sintomi di queste malattie. In caso di mal di denti è indicato l'uso di anestetici locali e/o analgesici sistemici (compresse, cachet, supposte). Gli anestetici locali vanno applicati direttamente nella cavità del dente cariato o sulla gengiva, anche più volte al giorno. Si tratta di preparazioni in pomata o soluzione (a base, per esempio, di benzocaina, di amilocaina, lidocaina, procaina). Gengiviti e parodontiti, invece, si trattano con antibiotici per via orale (amoxicillina, eritromicina o metronidazolo), antisettici e antinfiammatori del cavo orale in forma di collutori, spray e gel dentali e pastiglie da sciogliere in bocca.


Dal dentista… 

Andare dal dentista non è solo sinonimo di mal di denti. La visita odontoiatrica, infatti, è un'abitudine di prevenzione per mantenere i vostri denti belli e in salute a tutte le età. Il dentista non interviene soltanto quando si ha mal di denti, o per controllare la formazione di eventuali nuove carie ma applica alcune tecniche per evitare la comparsa delle malattie dei denti, a cominciare dalla detartrasi (rimozione del tartaro) che andrebbe effettuata ogni sei mesi.


Quando occorre un trattamento, per evitare il dolore, il dentista può utilizzare un anestetico locale. Il prodotto "addormenta" la sensibilità dei denti e aumenta il comfort. Dopo un intervento chirurgico, il dentista può ritenere opportuno prescrivere un trattamento antalgico per alleviare il dolore. Se i dolori sono causati da un'infezione o da un'infiammazione, il dentista prescriverà antibiotici e/o antinfiammatori.

I farmaci antinfiammatori non steroidei (come il paracetamolo) sono quelli più indicati e riducono dolore e infiammazione. Quando l'infiammazione è dovuta a un'infezione batterica, assumere un antidolorifico non basta, e il medico dovrà prescrivere degli antibiotici.


Alcuni problemi comuni legati al mal di denti

Tra i problemi più comuni che causano il mal di denti, ci sono: la sensibilità dentale, la carie e la fuoriuscita dei denti del giudizio.

La sensibilità dentale è solitamente dovuta al freddo. Si sente un dolore improvviso, acuto, di breve durata, quando i denti vengono a contatto con il freddo o con il caldo o con cibi dolci o acidi. Il dente diventa sensibile quando la dentina è esposta, ossia non è più ricoperta da smalto, cemento e gengiva, come succede nel dente sano.

A determinare la sensibilità dentale è:

  • un errato spazzolamento dei denti insieme all'uso di dentifrici troppo abrasivi
  • l'assunzione frequente di bevande acide, per esempio spremute, succhi di frutta, bibite tipo cola o yogurt. Possono, infatti, provocare lesioni dello smalto
  • disturbi che provocano un reflusso acido dallo stomaco
  • l'abitudine di digrignare i denti in situazioni di stress (utile in questo caso l'uso di un byte, ossia una specie di morso, realizzato in base all'impronta dentaria, simile ai paradenti dei pugili, che va usato di notte).

 

La carie è un processo distruttivo a carico dei tessuti del dente. La carie è dovuta principalmente:

  • alla placca batterica, ossia ai microrganismi che infettano e corrodono i tessuti dei denti
  • a un'alimentazione ricca di zuccheri
  • alla predisposizione dell'individuo.

 

I primi sintomi della carie sono rappresentati da ipersensibilità del dente al freddo, al caldo, alle sostanze acide o zuccherine. Successivamente compare il dolore, che può essere anche molto intenso nella fase della pulpite. Infine, la fuoriuscita dei denti del giudizio, che rappresentano l'ultimo atto dello sviluppo della dentatura umana. Se il dente può causare problemi nello sviluppo futuro il dentista potrà consigliarne la rimozione prima che il dente sia arrivato alla maturazione finale.