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Il paracetamolo
Il paracetamolo è un farmaco analgesico (allevia il dolore) e antipiretico (riduce la temperatura corporea durante gli stati febbrili). La sua capacità di ridurre la febbre e alleviare gli stati dolorosi sarebbe dovuta al fatto che il paracetamolo inibisce, nel sistema nervoso centrale (SNC), la produzione di alcune sostanze che determinano la sensazione dolorosa, chiamate nel loro insieme prostanoidi.

I vantaggi del paracetamolo
Dotato di una efficacia analgesico-antipiretica simile a quella dell’acido acetilsalicilico, il paracetamolo ha il vantaggio non trascurabile di poter essere somministrato anche quando tale principio attivo è controindicato, per esempio nei pazienti con ulcera gastroduodenale pregressa o in atto o in alcuni disordini della coagulazione del sangue.
L'acido acetilsalicilico ed altri FANS - in quanto acidi deboli - vengono facilmente assorbiti dallo stomaco dove - a causa del pH acido - si accumulano rapidamente nelle cellule facilitando la retrodiffusione degli ioni idrogeno dal lume gastrico da cui deriva l'azione tossica diretta sulla mucosa. Questo effetto va a sommarsi ad un’azione tossica indiretta che questi farmaci presentano in quanto bloccano la sintesi locale di particolari tipi di prostaglandine. Il paracetamolo, al contrario, per le sue caratteristiche chimico-fisiche, non ha la stessa capacità di accumularsi in questa sede e quindi non è direttamente lesivo per lo stomaco.
Poiché, inoltre, ai comuni dosaggi impiegati in clinica non è in grado di inibire la sintesi di prostaglandine nei tessuti periferici, il paracetamolo si presenta sprovvisto anche di tossicità gastrica di tipo indiretto. Per lo stesso motivo, il paracetamolo non ha effetti rilevanti sull'emostasi, laddove l'aspirina ed altri FANS causano notoriamente una aumentata tendenza al sanguinamento. Non ha nemmeno effetto sulla funzionalità renale e sulla pressione sanguigna, che costituiscono altri possibili “bersagli” degli effetti collaterali dei FANS.
Per la sua migliore tollerabilità e per il costo contenuto, il paracetamolo è stato recentemente raccomandato da un pool di esperti europei come farmaco di prima scelta nel trattamento del dolore osteoarticolare, specie se su base degenerativa, ricorrendo ai FANS solo in caso di mancata risposta o in presenza di patologie con una forte componente infiammatoria.

La curiosa storia del farmaco
Il paracetamolo fu sintetizzato per la prima volta nel 1878 dal chimico statunitense Harmon Northrop Morse: ebbe così inizio la storia di uno dei farmaci più noti e impiegati al mondo. Il suo primo utilizzo in medicina come potente analgesico e antipiretico risale al 1893, ad opera del medico tedesco Joseph Von Mering. Ma fu solo dopo la metà del XX secolo che il paracetamolo iniziò ad essere ampiamente impiegato nella pratica clinica poiché, oltre ad essere in grado di determinare l’analgesia e l’abbassamento della temperatura corporea,  vantava semplicità di sintesi, efficacia e sicurezza.
In Italia, il principio attivo è stato introdotto per la prima volta sul mercato nel 1957, con il nome di Tachipirina®.

Durata dell’azione
L’effetto del paracetamolo ha una durata di 4/6 ore, con inizio dell’azione analgesica ed antipiretica entro circa 30 minuti dopo l’assunzione.
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