Per non rovinare la vacanza con eritemi, scottature ed ustioni solari

L'abbronzatura, quel colore bruno che assume la nostra pelle al sole, non è altro che la conseguenza di un meccanismo fisiologico naturale che il nostro organismo mette in atto per difendersi dall'aggressività delle radiazioni solari. La funzione protettiva è svolta dalla melanina, pigmento bruno che conferisce il colore alla pelle; i granuli di melanina vengono sintetizzati da specifiche cellule cutanee, i melanociti, la cui attività viene appunto stimolata dall'azione delle radiazioni solari.
Naturalmente questo naturale meccanismo di difesa non è "messo a punto" per un'abbronzatura "full immersion", per cui allo scopo di proteggere la nostra epidermide dai danni a breve ed a lungo termine è fondamentale attenersi ad alcune semplici ma importanti regole di comportamento.Ad esempio, è sicuramente opportuno esporsi al sole con gradualità ed applicare con attenzione e costanza un adeguato protettore solare.

           

I rischi immediati di un'esposizione eccessiva al sole

Un’esposizione solare eccessiva in termini di durata e d’intensità ed una protezione inadeguata possono causare l’insorgenza, nelle zone esposte, dell’eritema solare caratterizzato da arrossamento cutaneo spesso associato a prurito; questa manifestazione cutanea compare in genere dopo sei/otto ore dall’esposizione e regredisce in pochi giorni mentre la cute va incontro ad un processo di desquamazione e di esfoliazione. In questo caso per qualche giorno è bene evitare di esporsi al sole ed è opportuno trattare la pelle con creme emollienti.
Quando però la manifestazione è più marcata perché si osserva anche la comparsa di vescicole, di bolle, di edema accompagnato da una sensazione di bruciore e addirittura di dolore ci si trova di fronte ad una vera e propria scottatura solare: in questo caso è consigliabile consultare un medico che prescriverà la terapia più opportuna per accelerare la riparazione del tessuto e per evitare l’insorgenza di eventuali sovrainfezioni.

           

Qual è il corretto comportamento per l’esposizione al sole?

Applichiamo una crema solare che contenga un fattore di protezione adeguato al nostro fototipo: i soggetti dalla pelle chiara devono naturalmente usare un prodotto che contenga un fattore di protezione decisamente più elevato rispetto a coloro che per costituzione hanno una cute più scura o addirittura olivastra. E’ buona norma ripetere ogni tanto l’applicazione della crema solare durante l’esposizione al sole, soprattutto dopo ogni bagno o doccia. Esistono comunque dei prodotti che sono resistenti all’acqua e che potrebbero rivelarsi particolarmente utili per i bambini che hanno l’abitudine di trascorrere ore nell’acqua. Dopo l’esposizione al sole è opportuno rimuovere dalla pelle con una doccia i prodotti solari ed applicare poi una buona crema doposole idratante o nutriente.
E’ poi di fondamentale importanza esporsi al sole gradualmente, aumentare progressivamente il tempo di esposizione ed evitare le ore di maggiore irraggiamento, cioè quelle comprese tra le 12 e le 16. E’ necessario proteggersi sia dalla luce indiretta, perché acqua e sabbia riflettono comunque i raggi del sole e sia dal cielo nuvoloso, perché le nuvole lasciano comunque passare buona parte dei raggi ultravioletti.
I bambini (soprattutto i piccoli di età inferiore ai 3 anni) non devono essere esposti durante le ore di irraggiamento più intenso (portarli via dalla spiaggia prima delle 11 ed eventualmente riportarli dopo le 16), devono inoltre essere protetti con creme ad alto indice di protezione, con un cappellino (possibilmente con visiera) e, soprattutto se la pelle è molto chiara, con una maglietta.
           
Attenzione alle escursioni in montagna: salendo di quota per effetto della rarefazione dell’aria le radiazioni solari diventano sempre più intense per cui è necessario proteggersi adeguatamente per non correre il rischio di andare incontro a spiacevoli conseguenze. Oltre alla pelle prendiamoci cura anche dei nostri occhi:: i raggi ultravioletti possono provocare danni alla vista anche molto seri per cui proteggiamoli indossando regolarmente dei buoni occhiali da sole che filtrino adeguatamente i raggi UV.
Infine tenere presente che alcuni farmaci (ad esempio contraccettivi orali, antimicrobici, antistaminici, antinfiammatori, antidepressivi ecc.) possono causare l’insorgenza di reazioni di fotosensibilizzazione con conseguente comparsa di macchie ed eruzioni cutanee. Ne consegue che quando si assume una qualche terapia farmacologia è prudente, prima di esporsi al sole, consultarsi con il medico.

I rischi a lungo termine
E’ noto che un eccesso di sole è dannoso per la nostra salute perché provoca il cosiddetto fotoinvecchiamento, cioè una serie di modificazioni biochimiche ed istologiche della cute che le fanno perdere tono ed elasticità, la fanno diventare rugosa e la rendono suscettibile all’insorgenza di patologie cutanee anche molto gravi.
Quindi salvaguardiamo la nostra salute e quella dei nostri bambini: evitiamo le esposizioni solari eccessive ed adottiamo le opportune misure protettive per risparmiare alla pelle danni immediati, come gli eritemi e le scottature e soprattutto quei danni che possono rendersi manifesti dopo anni e addirittura decenni.