Crescita e sviluppo

Sapere se il proprio bambino cresce bene è forse la domanda più frequente che ciascun genitore si pone e pone al proprio medico di fiducia. Solitamente la mamma chiede se il bambino ha una statura ed un peso adeguati all'età: "è lungo giusto?" "è alto?" "è magro" "deve crescere di più?". L'accrescimento, o sviluppo o crescita è l'insieme delle modificazioni degli organi e apparati e delle strutture esterne del corpo che si verificano nell'arco di tempo compreso tra il concepimento e il termine della pubertà. Di questo processo la statura e il peso sono gli indici più facilmente misurabili, il cui controllo è fondamentale nella valutazione dello stato di salute del bambino. La valutazione della crescita consente poi di ottenere informazioni molto utili sullo stato di salute psico-fisica del bambino, in particolare durante l'età evolutiva. La crescita è regolata da fattori ereditari, ormonali e alimentari e si verifica attraverso una serie di passaggi graduali e caratteristici. Per la statura ha particolare importanza l'ereditarietà: ogni bambino viene infatti alla luce con un programma in base al quale si svolgerà tutto il processo evolutivo fino al raggiungimento del traguardo finale prestabilito, proporzionale alla statura dei genitori. L'alimentazione, invece, interviene soprattutto sull'accrescimento ponderale, ossia sul peso del bambino: sono ormai noti gli effetti negativi sulla crescita del peso, il sovrappeso o addirittura l'obesità provocati da cattive abitudini alimentari.

Quanto cresce

La crescita del bambino si può dividere in quattro periodi: la prima infanzia (che va dalla nascita fino a due anni), la seconda infanzia o l'età del gioco (3-6 anni), la terza infanzia o l'età della scuola (7-10 anni), l'adolescenza (11-18 anni). La prima infanzia si caratterizza come il momento della grande crescita. Nell'età del gioco e nell'età della scuola la crescita procede a un ritmo minore, con velocità costante. Durante l'adolescenza, quindi con la pubertà, si ha un'accelerazione della crescita, che porta l'organismo alla completa maturazione fisica e sessuale. Ma vediamole nel dettaglio.

Prima infanzia
Dopo la nascita il neonato perde il 5-10 per cento del proprio peso per la progressiva e fisiologica riduzione dei liquidi, per esempio attraverso le urine. Anche la temperatura e l'umidità ambientale influenzano il calo del peso. Dopo circa 8-10 giorni il neonato riprende il peso della nascita e comincia a crescere. Il periodo della prima infanzia rappresenta il momento di più rapida crescita dell'organismo. La maggior parte dei neonati, poi, raddoppia il peso intorno ai 5 mesi e lo triplica a 1 anno. Nel corso del primo anno la lunghezza aumenta del 55 per cento e la velocità di crescita passa dai 2 centimetri al mese nel primo anno a 1 centimetro al mese a 2 anni. Anche la circonferenza cranica (circa 35 centimetri alla nascita) aumenta anche di 12 centimetri nel primo anno di vita.

Il secondo anno e l'età del gioco
La crescita del bambino tra i 12 mesi e i 6 anni è caratterizzata da un costante e continuo aumento delle dimensioni corporee. Tra il primo e il secondo anno di vita il bimbo cresce circa 12 centimetri (e circa 3,5 chili di peso). Nei primi 4 anni di vita la sua statura media aumenta tra i 6 e gli 8 centimetri l'anno (e circa 2-4 chili l'anno). La circonferenza cranica dai 2 ai 3 anni cresce di circa 5 centimetri, mentre in seguito aumenta in media 1 centimetro l'anno. Intorno ai 6 anni il peso del cervello del bambino è il triplo di quello della nascita.

Età della scuola
Tra i 7 e gli 11 anni la crescita è costante e regolare nella maggior parte dei bambini. Fino agli 11 anni il bimbo cresce in media 5 centimetri l'anno, mentre il suo peso si aggira intorno ai 2,5 chili l'anno. L'accrescimento medio delle bambine è leggermente superiore a quello dei bambini. Infatti, intorno ai 10 anni le femmine sono in media più alte di 1 centimetro e pesano circa 1 chilo in più dei loro coetanei maschi. Differenze che diventano sempre più evidenti dopo i 10 anni, perché le femmine raggiungono la maturità sessuale prima dei maschi.

 

Adolescenza

L'adolescenza inizia prima della pubertà, periodo in cui si raggiunge la maturità sessuale e la capacità riproduttiva, e si conclude al completamento dello sviluppo che avviene verso i 16 anni per le femmine e i 18 anni per i maschi. Il conseguimento della maturità sessuale è l'evento più caratteristico della pubertà. Nei maschi la velocità di crescita durante l'adolescenza varia da 5 a 9 centimetri circa l'anno e dura per un periodo più lungo rispetto alle femmine (6-8 anni contro i 4-6 anni). Nei maschi è evidente un maggiore sviluppo del tessuto muscolare rispetto alle femmine, le quali invece presentano un accumulo maggiore di tessuto adiposo. Ne deriva un incremento del rendimento muscolare più evidente nei maschi.


Accrescimento del bambino

La valutazione dell'accrescimento ha molta importanza e va fatta con regolarità e precisione, in quanto il rilievo tempestivo di arresti dello sviluppo, soprattutto del peso, può far capire che "qualcosa non va": le malattie di una certa gravità, per esempio il malassorbimento, causano un immediato arresto del peso e, a lungo andare, anche della statura. Il controllo del peso si esegue con una comune bilancia e come accorgimenti particolari richiede che il bambino sia "controllato" sempre nella stessa condizione, ossia a digiuno possibilmente con intestino vuoto, nudo o sottraendo il peso dei vestiti.

Per misurare l'altezza, nei primi due anni, si sdraia il bambino supino su di un piano rigido delimitando le estremità del suo corpo con due libri. Dopo i due anni il metodo migliore consiste nell'appoggiare il bambino a una parete o all'intelaiatura di una porta con i piedi uniti e le spalle rilassate, invitandolo a fissare un punto della stanza all'altezza dei suoi occhi: si appoggia quindi un libro rigido sulla testa e si segna sul muro l'altezza.

 

Statura, lunghezza e peso

Per la crescita in altezza del bambino si possono considerare tre periodi:
  • dalla nascita al quarto anno di vita, ossia il momento di maggiore crescita con un aumento di circa 20 centimetri nel primo anno, 10-11 nel secondo, 8 nel terzo e quarto
  • dal quinto anno fino alla pubertà, con un aumento di circa 5 centimetri all'anno
  • la pubertà e l'adolescenza (dai 10 ai 16 anni nella femmina, dai 12 ai 18 nel maschio): nei maschi la velocità di crescita durante l'adolescenza varia da circa 5 a 9 centimetri l'anno e dura per un periodo più lungo (circa due anni) rispetto alle femmine.
La statura media alla nascita è di circa 50,5 centimetri nel maschio e di 49,5 nella femmina; al termine del primo anno di vita il lattante raggiunge i 73 centimetri per raddoppiare la sua lunghezza attorno ai 4 anni e triplicarla durante la pubertà. Dopo la pubertà l'adolescente cresce solo nel tronco per l'aumento dell'altezza di ogni vertebra (2-3 centimetri in totale). L'aumento di statura si verifica a sbalzi quindi periodi di stasi anche lunghi non devono essere fonte di preoccupazione per i genitori.

Anche il peso del bambino è molto variabile e irregolare. Il primo anno di vita è il momento di maggiore incremento: il peso medio di un neonato è tra i 3,2 e i 3,5 chili circa, mentre in seguito il bebè cresce tra i 25-30 grammi al giorno nel primo trimestre, tra i 20-25 grammi nel secondo trimestre, tra i 15-20 grammi nel terzo trimestre e tra i 10-15 grammi nel quarto trimestre. Nei primi sei mesi di vita il peso dovrebbe essere valutato una volta alla settimana, in giornate e orari fissi, riportando i valori su un quaderno. Di solito un bambino raddoppia il suo peso neonatale a 4-5 mesi e lo triplica verso il primo anno di vita. Dal secondo all'ottavo-nono anno il bambino cresce in media 2-3 chili all'anno, mentre poco prima della pubertà c'è un maggior incremento dell'accrescimento (quindi di statura) come se l'organismo si preparasse ad affrontare lo scatto staturale.Il peso può continuare ad aumentare anche dopo la pubertà e, particolarmente, se esistono precedenti familiari, si dovrebbe porre molta attenzione alla prevenzione dell'obesità infantile, che sta diventando una malattia piuttosto diffusa. Per questo si rendono necessari una corretta educazione alimentare, lo stimolo verso interessi reali e la correzione di situazioni ambientali stressanti per il bambino.


I primi dentini

La comparsa dei primi denti, i cosiddetti denti da latte, è regolata da fattori ereditari. Poiché la dentizione inizia, in genere, a sei mesi (in media un dente al mese) una regola semplice per conoscere il numero di denti che dovrebbe avere un bambino è data dall'età espressa in mesi meno sei, per esempio un bambino di 13 mesi dovrebbe avere 7 denti in quanto 13 meno 6 è uguale a 7. La carie dentaria è un'alterazione progressiva del dente che può colpire anche i bambini e dipende da una serie di cause, tra le quali le più importanti sono:

 

 

  • i fattori genetici, per i quali non si può fare molto se non tenerli sempre presenti; in caso di carie diffusa nei genitori si dovrebbe prestare più attenzione ai fattori che si possono combattere
  • la carenza di fluoro, che è molto diffusa; il fluoro è in grado di rendere lo smalto del dente molto resistente all'attacco degli zuccheri e, poiché spesso la quantità di fluoro che si assimila con gli alimenti è insufficiente, è necessario realizzare un'integrazione della dieta con sali di fluoro, da assumere sotto forma di compresse
  • la cattiva pulizia del cavo orale, che è la cosa più importante da fare proprio perché l'instaurarsi della carie è favorito da residui alimentari, soprattutto zuccherini, da cui originano acidi che riducono la protezione esterna del dente, lo smalto; se il processo non viene arrestato, la carie raggiunge la parte interna e porta alla distruzione del dente e alla formazione di piccoli ascessi molto dolorosi.

 

Ecco quindi alcuni consigli da seguire per prevenire la carie:
  • abituare il bambino a pulirsi i denti dopo ogni pasto
  • iniziare la pulizia della bocca già nel lattante con un po' di garza avvolta attorno al dito
  • a due anni usare uno spazzolino a fibre morbide con movimenti verticali sia all'interno che all'esterno, mentre dopo si può usare uno spazzolino a fibre più resistenti
  • evitare che il bambino mangi dolciumi tra un pasto e l'altro (lo zucchero è il principale nemico dei denti) e evitare di cospargere di zucchero o miele i succhiotti dei bambini più piccoli
  • far controllare il bambino due volte l'anno dal dentista: i controlli regolari permettono di individuare e di porre un tempestivo rimedio a eventuali carie o anomalie (per esempio denti storti).


Sviluppo psicomotorio
Lo sviluppo psichico e quello motorio del bambino sono strettamente collegati e costituiscono la base su cui si formerà la personalità del bambino. Come l'accrescimento anche lo sviluppo psico-motorio varia nel tempo in relazione ai fattori ambientali e in minor misura genetici. Non è importante che un bambino stia seduto, cammini o parli prima degli altri bambini, dato che spesso ha raggiunto questi traguardi in seguito a stimoli sensoriali ed emotivi che lo mantengono in un continuo stato di eccitazione. Inoltre i genitori non devono preoccuparsi di eventuali "ritardi" purché rientrino in limiti di tempo non eccessivi. Compito della famiglia è quello di controllare che l'evoluzione di tutte le componenti del processo di sviluppo psicomotorio, psiche e attività di relazione, avvenga in modo armonico. In caso di dubbio si consiglia di consultare il pediatra perché un intervento precoce, nei primissimi mesi di vita, può migliorare la diagnosi a distanza.


Aiutiamolo a crescere

Per aiutare il bambino a crescere in salute un momento importante è rappresentato dalla visita pediatrica, un utile scambio tra genitori e medico, in cui il pediatra fa osservazioni e risponde alle eventuali domande dei genitori sui temi della crescita e dello sviluppo normale nel bambino. Nel corso di ogni visita i bambini devono essere pesati e misurati: peso, altezza e circonferenza. Se ne valuta lo sviluppo, si discutono fatti e problemi particolari e si esegue un esame obiettivo. Le vaccinazioni, poi, devono seguire un programma ben definito. I parametri di crescita del bambino vengono confrontati tra loro per poter stabilire se la crescita è adeguata. Lo sviluppo verrà anche valutato attraverso alcuni esami approfonditi.

Le visite di routine
La prima visita avviene in genere a due settimane dalla nascita. Il bambino avrà di norma recuperato il peso della nascita e il pediatra chiederà informazioni sull'allattamento, le feci, la diuresi, il sonno, la gelosia dei fratelli e le misure di sicurezza adottate, nonché sulla stanchezza e le eventuali frustrazioni dei genitori. A 2, 4 e 6 mesi il bambino viene nuovamente pesato. Sul bambino verranno praticate diverse vaccinazioni: antidifterica, antitetanica, antipertosse (un'unica vaccinazione, detta trivalente), antipolio e antiepatite B (obbligatoria dal 1991). Il pediatra, durante queste visite, può anche aiutare a superare le ansie e le preoccupazioni tipiche dei genitori inesperti.
A 9 mesi non sono previsti vaccini, ma si valutano crescita e sviluppo del bambino. A 1 anno si prendono in considerazione le misure di prevenzione degli incidenti nonché il grado di crescita e di sviluppo del bambino. La successiva vaccinazione del bambino è prevista a 15-18 mesi: è consigliabile la vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia oltre all'antipolio e alla trivalente. Alcuni pediatri somministrano anche il vaccino contro l'Haemophilus influenzae. È possibile affrontare con il medico la prevenzione degli incidenti e degli avvelenamenti (molto frequenti a questa età), il comportamento, lo svezzamento e l'educazione del bambino.
Tra i 2 e i 5 anni i bambini vanno visitati una volta l'anno per controllare crescita e sviluppo ed esaminare  eventuali disturbi. A 5 anni iniziano i controlli odontoiatrici.

Per quanto riguarda le visite oculistiche, già dopo poche ore dalla nascita, il bambino viene sottoposto a un primo controllo. un esame di routine effettuato per escludere malattie o malformazioni (cataratta congenita, strabismo, ecc.). La prima vera visita oculistica avviene al compimento del primo anno per controllare che non ci siano difetti anatomici o alterazioni e valutare il coordinamento del movimento dei bulbi oculari. Durante la visita, viene accertata la trasparenza della cornea e del cristallino. Si tratta di una visita che non procura fastidi al bambino e può essere effettuata anche dal pediatra di base, ma è molto importante perchè permette di escludere eventuali patologie della vista e permette di stabilire in tempo una terapia nel caso in cui queste venissero accertate.
In assenza di anomalie, è consigliabile una seconda visita all'età di tre anni per permettere all'oculista di verificare la capacità visisva di ogni occhio.
La visita più importante è quella prima dell'inizio della scuola dell'obbligo. Se il bambino è sano dal punto di vista oculistico, i controlli potranno ripetersi a distanza di un paio d'anni.

Le regole e i capricci
I genitori devono prestare ascolto ai bambini, rispettarli, rassicurarli e offrire lo spazio necessario per le loro esplorazioni, ma devono anche assicurarsi che i figli conoscano i limiti, che vanno fissati con fermezza e non vanno superati. Le attese e i limiti devono essere adeguati al grado di sviluppo del bambino. Per esempio, a un bambino di due anni non si può chiedere di starsene tranquillo per due ore durante una riunione o di giocare da solo mentre i genitori fanno i lavori di casa.

L'esistenza di confini permette ai bambini di acquistare la sicurezza necessaria per allontanarsi e sperimentare la propria curiosità accettando contemporaneamente l'autorità, l'amore e la sicurezza offerti dai genitori. In assenza di limiti precisi, i bambini non conosceranno i loro confini, diventando spesso insicuri sui loro rapporti con gli adulti e con il loro ambiente. Delle regole vanno comunque stabilite ed è essenziale che siano coerenti e che contribuiscano a creare un ambiente familiare ricco di affetto e sollecitudine. La definizione di limiti chiari e precisi assicurerà un comportamento adeguato e i bambini si sentiranno più sicuri.

I bambini riflettono i valori e il tipo di sostegno da cui sono circondati. Un ambiente sicuro va garantito anche se ci saranno momenti di tensione di maggiore o minore intensità. I bambini anche piccolissimi riflettono la tensione familiare e manifestano il loro disagio e la loro insicurezza comportandosi in maniera diversa e diventando spesso più esigenti. Anche i bambini sotto l'anno di età capiscono la parola "no", soprattutto se pronunciata con tono risoluto. Reagiscono alla comunicazione anche se non comprendono il vocabolo. I bambini più grandi capiscono esattamente il significato della parola, ma tendono a mettere alla prova i limiti stabiliti e spesso dicono automaticamente "no" indipendentemente dal tipo di richiesta. In questo stadio i bambini dicono "no" anche alle offerte più allettanti di gelati o caramelle, solo per una "questione di principio".

Dopo i 18 mesi i piccoli hanno spesso bisogno di tempo per calmarsi e riflettere sulle proprie azioni. In questo caso è molto meglio metterli in castigo perché cambino atteggiamento, piuttosto che sculacciare o minacciare, poiché questo tipo di intervento è di corto respiro e in certa misura conferma il potere del bambino. I genitori devono reagire nello stesso modo a comportamenti simili e stabilire per quali di essi è necessario mettere i bambini in castigo, spiegando loro con calma perché se lo sono meritato. Terminato il castigo meglio dimenticare l'episodio e ricominciare con un atteggiamento positivo. I capricci dei bambini sono normali e fanno parte del processo di crescita e maturazione: per questo vanno affrontati e gestiti con calma e serenità, senza lasciarsi sopraffare da inquietudini o paure spesso ingiustificate.


Sviluppo normale del bambino

L'osservazione della crescita del bambino nei primi anni di vita è forse la fase più sorprendente ed eccitante dell'allevamento dei figli. I bambini piccoli sono unici e nei primi due anni di vita acquisiscono nuove capacità con una rapidità sorprendente. Ogni giorno imparano nuove cose, sviluppano nuovi comportamenti e si esprimono con nuovi suoni e reazioni. L'aspetto più interessante è che ciascun bambino si sviluppa con un ritmo diverso. Benché il modello e il contesto generali siano costanti, le differenze sono fonte di sorprese e di divertimento. Lo sviluppo normale permette di comprendere i diversi aspetti del comportamento. I bambini adottano comportamenti talvolta deludenti, ma che fanno parte di solito di uno sviluppo normale. L'indipendenza, l'ansia del distacco e la gelosia sono temi ricorrenti che rappresentano la base di molti cambiamenti evolutivi che hanno un impatto sul comportamento. La maggior parte dei comportamenti considerati problematici sono in realtà delle esagerazioni dello sviluppo normale e possono essere il prodotto delle differenze che caratterizzano i bambini nell'acquisizione di nuove capacità. Questa consapevolezza è indispensabile per incoraggiare i bambini ad affrontare rischi e sfide adeguati alla loro età, che permettano loro di esplorare e sperimentare. Il sostegno e l'incoraggiamento a crescere e ad allargare gli orizzonti portano alla sicurezza in se stessi.

Dalla nascita ai 4 mesi
I neonati sono in grado di interagire progressivamente con il loro ambiente.
Sebbene abbiano uno scarso controllo dei muscoli e riescano a malapena (o per niente) a sollevare la testa, sono dotati di una sorprendente capacità di guardare ciò che li circonda, reagendo a persone, suoni, colori e forme.
I neonati fissano in linea retta, guardano con piacere i volti delle persone e talvolta interagiscono con oggetti luminosi e luccicanti in movimento.
Con loro occorre parlare e giocare, facendoli divertire. Le prime settimane sono quelle in cui si stabilisce un legame con la famiglia.
A sei settimane, i bambini sono sempre più in grado di agire e di reagire in maniera più positiva e vivace a suoni, volti, azioni e così via. Anche se appena nati, i bambini assimilano tutto, solo che non rispondono. Alcuni emettono suoni e sorridono ai visi degli altri.  A questa età lo sguardo non è più limitato alla linea retta. I bambini sono in grado di seguire meglio gli oggetti dai colori brillanti e fanno anche i primi tentativi di afferrare le cose, ma non le trattengono né sono in grado di giocarvi in maniera costante. Si nutrono con maggiore consapevolezza e sono meno passivi nella posizione e nelle esigenze.

A quattro mesi sono socievoli e reagiscono a ogni parola con un'interessante varietà di espressioni, suoni e movimenti. Emettono costantemente suoni, per esempio gridolini, pigolii e balbettii, o perché il rumore gli provoca piacere o per ricevere una risposta da qualcuno. In questa fase i bambini rispondono alla maggior parte delle persone disposte a giocare, a strisciare, a fare dei versi o delle smorfie. Il sorriso diventa più frequente. Migliorano il controllo muscolare e l'interazione fisica con l'ambiente: si guardano le mani, cercano di afferrare le cose e sono capaci di agguantare un oggetto con un ampio movimento rotatorio delle braccia e delle mani. Diventano gradualmente capaci di stare dritti da soli quando sono in braccio a qualcuno o su un seggiolino. Uno degli avvenimenti più emozionanti è quando un bambino riesce a cambiare posizione da solo: spesso non comprende ciò che è appena successo e dopo aver compiuto questa impresa straordinaria potrebbe cominciare a piangere. Inizia a dare i primi segnali che desidera essere tenuto in piedi, anche se ovviamente non riesce a farlo senza aiuto. La maggior padronanza di sé fa sì che i bambini seguano più attivamente ciò che accade intorno a loro. L'interesse è rivolto innanzitutto alle persone.

Dai 6 ai 12 mesi
A sei mesi sembrano in continua esplorazione dell'ambiente circostante. Occhi, dita, mani e bocca sono parti essenziali di questo processo. Ogni cosa è nuova e deve essere toccata, guardata, assaporata e masticata. Le cose ora possono essere afferrate con maggiore abilità e anche passate da una mano all'altra. I bambini diventano più socievoli, emettono suoni per se stessi o per qualcuno che risponderà. A questa età la capacità di stare seduti diventa un punto di riferimento importante e può essere acquisita all'improvviso. I bambini sono in continuo movimento, ma la possibilità di strisciare è limitata dall'incapacità di sollevare la pancia dal pavimento.

A nove mesi l'interazione con il mondo si fa sempre più complessa. I movimenti del corpo diventano più intenzionali e sono di solito diretti verso qualcosa che sembra attraente. La posizione eretta, in presenza di un sostegno, è ormai acquisita. I bambini si sforzano di imparare cose, luoghi e persone, raccolgono oggetti e toccano ogni cosa. L'indice e il pollice possono ora agire insieme per stringere e il mondo del bambino diventa così molto più grande. Per il bambino diventa essenziale partecipare. Almeno l'intonazione del "no" viene compresa. I suoni diventano più significativi e le parole "papà" e "mamma", come anche i suoni prodotti per imitazione, entrano a far parte del linguaggio. Diventa dominante la paura degli estranei e i genitori sono chiaramente preferiti a chiunque altro. La posizione seduta è ormai acquisita; i bambini corrono carponi o strisciano con una mobilità sorprendente. Molti, se sono in grado di avanzare agevolmente a carponi, rinunciano per lo più a strisciare.

A dodici mesi camminare rappresenta la grande conquista, ma ancora per qualche mese i bambini non cammineranno bene. È migliorata la presa delle dita e il gioco è diventato più complesso. Sono migliorate le capacità di comunicazione e vengono chiaramente comprese singole parole, soprattutto "mamma" e "papà". Il bambino capisce ordini semplici cosicché diviene possibile imporgli dei limiti; è più pronto a reagire, agita la mano per salutare e vuole fare le cose da solo. È capace di deambulare e di trovare le cose; quando mangia cerca di tenere il cucchiaio. La mobilità è fondamentale e diventa una componente del desiderio del bambino di esplorare, anche se il bambino vuole sempre la sicurezza di una persona amata accanto. Per aiutarlo a crescere è necessario offrirgli uno spazio sicuro da esplorare.

Dai 18 mesi ai 3 anni
A diciotto mesi il bambino è un esploratore il cui mondo si è ampliato nel corso degli ultimi mesi. La capacità di camminare gli ha aperto nuovi orizzonti e, unita alla possibilità di andare carponi, gli consente di arrivare dovunque. È diventato molto più indipendente ed è più consapevole di ciò che veramente vuole. Il distacco dai genitori è ora più accettabile, ma cerca spesso lo sguardo dei genitori per rassicurarsi. Il comportamento diventa a volte incoerente: i bambini possono manifestare timore per alcune cose, per esempio il bagno o i rumori forti. La parola "no" diventa parte integrante di un vocabolario arricchito, soprattutto quando un desiderio non viene esaudito. Il vocabolario si è arricchito di molte nuove parole e il balbettio è costante. Le parole sono limitate e spesso una o più parti del corpo si associano nelle normali attività di gioco. Diventa ora più divertente giocare con degli amici, sebbene il gioco si svolga spesso in parallelo, con un'interazione minima tra i coetanei. Spesso i bambini si sentono frustrati se non possono fare qualcosa e allora può essere utile distogliere la loro attenzione. A questa età i bambini sono capaci di sfogliare le pagine da soli e amano disegnare e scarabocchiare. Riescono anche parzialmente a spogliarsi.

A due anni l'indipendenza è la caratteristica principale del bambino di 2 anni che tenta di acquisire nuove abilità e competenze e desidera fare tutto da solo e a modo suo. Vuole anche fare delle scelte che in certi casi possono essergli consentite (per esempio la scelta dei vestiti da indossare, ma non dell'ora di mangiare e di dormire). A questa età il bambino attribuisce grande valore alla parola "no" in tutti i tipi di comunicazione. Questo profondo senso di indipendenza cede periodicamente il passo al bisogno di essere sostenuto, lodato e appoggiato. Naturalmente i bambini sono capaci ora di andare in giro con incredibile abilità anche usando il triciclo, danno calci alla palla, salgono i gradini e scavalcano gli oggetti. Il loro vocabolario è sempre più complesso, capiscono intere frasi e associano le parole. Danno un nome alle figure e identificano le diverse parti del corpo. Il gioco in comune e la partecipazione sono ancora limitati. Una delle attività favorite è farsi raccontare delle storie come anche aiutare nei lavori di casa.

A tre anni i bambini amano giocare con i blocchetti delle costruzioni e sanno anche metterli uno sull'altro. Lanciano la palla dall'alto in basso a breve distanza. Si divertono moltissimo a copiare i disegni. I loro discorsi sono molto più comprensibili e sanno descrivere le figure associando diversi oggetti e descrivendo l'azione all'interno della storia. Provano piacere ad abbottonarsi i vestiti e sono in grado di lavarsi e asciugarsi le mani; possono iniziare a lavarsi i denti da soli, ma spesso se ne dimenticano se non vengono controllati. Il gioco è più interattivo. A volte si masturbano.


Dai 4 ai 10 anni

A quattro anni i salti sono una delle attività preferite e il senso dell'equilibrio migliora sensibilmente. I bambini di questa età rappresentano sempre più delle persone nei loro disegni e copiano ancora volentieri imitando le illustrazioni. I discorsi sono perfettamente comprensibili. Parole come "perché", "come" e "quando" appaiono in tutte le domande e sono parte importante del processo di apprendimento. Di solito con un po' di aiuto sono in grado di vestirsi da soli e molti riescono a controllare la funzione vescicale e intestinale. Il distacco dai genitori è più facile e giocano in gruppo.


Da cinque a otto anni l'equilibrio è possibile e così pure il gioco con la palla che rimbalza, grazie a una migliore coordinazione occhio-mano e a una maggiore velocità. I disegni che rappresentano esseri umani sono più complessi e includono diverse parti del corpo. Le attività di esplorazione sono preminenti e costanti. È prevedibile un maggiore controllo dei bambini sull'ambiente circostante e una maggiore sicurezza in se stessi. Sono più frequenti le richieste di partecipazione ad attività di gruppo, sport e divertimenti. Il linguaggio ha molta importanza e i bambini conoscono le diverse parti del corpo; il vocabolario si è ulteriormente arricchito e migliora la capacità di fare i calcoli. Sono capaci di vestirsi da soli.

È verso il 10° anno, poi, che il ragazzo acquisisce un'identità di sé più stabile nelle diverse situazioni. Ciò conduce a rapporti sociali più reali e proficui e segna l'inizio della successiva fase dello sviluppo: la pubertà.


La pubertà

La pubertà femminile si verifica, mediamente, intorno ai 12-13 anni ed è influenzata dall'ereditarietà, dallo stato di salute, dal tipo di alimentazione ed, in genere, dalle condizioni socio-economiche dell'ambiente in cui la ragazza vive: è certamente da attribuire al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione la cosiddetta "accelerazione secolare della pubertà", che si riscontra oggi nei paesi occidentali.

Il primo segno di sviluppo è costituito, intorno ai 10 anni, dall'ingrossamento dei capezzoli, successivamente si sviluppano le mammelle che raggiungono progressivamente forma e volume diversi a seconda della razza, della familiarità, delle caratteristiche costituzionali, del tipo di alimentazione, dell'attività sportiva della bambina.

La comparsa delle prime mestruazioni (menarca) rappresenta il momento più significativo della raggiunta maturità femminile e si verifica all'incirca due anni dopo l'inizio dello sviluppo dei seni. È bene ricordare che i primi cicli mestruali presentano spesso delle irregolarità nei periodi di comparsa, nella quantità di sangue eliminato e nel tipo di disturbi che si accompagnano ad essi. Queste irregolarità creano spesso notevoli preoccupazioni nell'adolescente ed è compito del medico rassicurare la ragazza sull'assoluta normalità delle anomalie di comportamento delle prime mestruazioni.
Durante il periodo puberale si verifica un notevole accrescimento staturale: circa 7 centimetri il primo anno e 6 centimetri il secondo; la crescita termina dopo circa quattro anni dall'inizio della pubertà. È facile comprendere quanto tutte queste modificazioni, che accompagnano la trasformazione della bambina in donna nel periodo relativamente breve di 3-4 anni, finiscano per riflettersi sull'equilibrio psichico della ragazza. A questo punto sarà necessaria una presenza affettuosa e rassicurante da parte dell'ambiente familiare, al fine di impedire che l'inevitabile crisi di insicurezza e di preoccupazione, che caratterizza la fase puberale, si possa trasformare in una vera e propria "crisi d'identità", con gravi conseguenze sull'equilibrio psico-fisico della ragazza.

L'inizio della pubertà maschile si pone in genere intorno ai 10-12 anni, con variazioni relative alla razza, al clima, all'eredità familiare, all'alimentazione. Le trasformazioni hanno inizio, e continuano poi progressivamente,  grazie all'azione di specifici ormoni che provoca un'ampia modificazione del precedente assetto ormonale proprio dell'età infantile.
Nel sesso maschile, il primo sintomo è costituito dall'ingrossamento dei testicoli che, per la prima volta, divengono anche sensibili e dolenti alla pressione; in caso di necessità il loro volume è facilmente misurabile e, mediante l'orchimetro, può essere paragonato ad una serie di modelli standard. In seguito, cominciano a comparire i caratteri sessuali secondari sotto forma di peluria pubica (all'inizio di forma triangolare ed in seguito a losanga, come è tipico del maschio) e poi anche ascellare, ingrossamento complessivo dei genitali con frequenti erezioni del pene (anche il pene può essere facilmente misurato e la sua lunghezza venir paragonata ai valori medi che, a fine sviluppo, si collocano intorno ai 13 cm), tenendo presente che la prima eiaculazione avviene, in media, a 14 anni.

Contemporaneamente si verificano aumento della muscolatura, accelerazione della crescita (nel maschio, a differenza della femmina, l'accrescimento staturale continua fino quasi ai 20 anni), modifica delle proporzioni corporee, della fisionomia e dell'efficienza fisica. In questo periodo, le areole mammarie si allargano notevolmente e, circa in un terzo dei casi si accompagnano ad una certa tumefazione dolorosa o gonfiore di una o entrambe le ghiandole mammarie. Questo fenomeno è destinato a scomparire progressivamente ma, finché dura, crea non poche preoccupazioni nel giovane che ne è affetto. Per ultima, compare la peluria del volto mentre il tono della voce si trasforma da acuto in grave. È anche tipica di questo periodo la comparsa dell'acne. Naturalmente anche il carattere si modifica, diventando più autonomo e più aggressivo. Nessuna meraviglia quindi di fronte a crisi di identità, conflitti con la famiglia e con l'ambiente, difficoltà a comprendere e ad accettare il nuovo ruolo indotto dalla trasformazione fisica.