Parotite

La parotite epidemica, chiamata comunemente "orecchioni", è una malattia infettiva causata da un virus che si trasmette per via aerea. Il virus in questione provoca un'infiammazione ed un rigonfiamento di una o di entrambe le ghiandole che producono la saliva, le ghiandole parotidi (poste in basso dietro l'orecchio).

Parotite

Gli orecchioni sono spesso accompagnati da una febbre modesta. La parotite viene trasmessa da persona a persona per via respiratoria e, come il morbillo, è una malattia comune nei paesi non industrializzati e ben controllata in molti paesi occidentali con la vaccinazione. In Italia il destino della malattia è simile a quello per il morbillo, con ondate epidemiche ogni 3-4 anni e decine di migliaia di casi. La parotite colpisce prevalentemente i bambini tra i 5 e i 10 anni e il picco di maggior frequenza si verifica tra la fine dell'inverno e la primavera. Dopo un'incubazione di 2-3 settimane (la contagiosità varia da 2 giorni prima dell'esordio a 7 giorni dopo), il bambino inizia a manifestare un malessere generale con mal di testa, nausea, mal di pancia e febbre leggera. In genere, dopo tre-quattro giorni, una delle ghiandole parotidi inizia a gonfiarsi e, nel giro di un paio di giorni, lo stesso avviene nell'altra ghiandola. Il gonfiore aumenta gradualmente fino a raggiungere l'apice il secondo o il terzo giorno, quindi comincia lentamente ad attenuarsi fino a scomparire in circa una settimana.

Complicazioni
Le complicazioni di questa infezione sono molto rare. I bambini più piccoli possono essere colpiti dalla meningite asettica, una meningite benigna che si presenta con intenso mal di testa, irrigidimento del collo e febbre alta e che guarisce da sola, o da una pancreatite, una dolorosa infiammazione del pancreas che provoca forte mal di pancia e vomito. Negli adolescenti (e negli adulti) maschi possono presentarsi casi di orchite, un'infiammazione del testicolo che può portare anche a sterilità.

Cura
Come per le altre malattie di origine virale, anche per la parotite non esiste una cura specifica, quindi la terapia è indirizzata essenzialmente ad alleviare i sintomi, ossia a curare gli effetti dell'infezione. Si possono usare gli antipiretici (per abbassare la febbre) e gli antidolorifici, oppure i farmaci antinfiammatori. Nella fase più acuta la febbre raggiunge anche i 39° C, il bambino può lamentare un dolore intenso e può fare fatica a mangiare. È consigliabile offrire al piccolo cibi liquidi o semiliquidi, evitando cibi aspri e agrumi che possono infiammare ulteriormente la parotide, e farlo bere con la cannuccia se prova dolore nel deglutire.
In ogni caso mentre la malattia è in corso è bene far riposare il bambino nel suo lettino finché ha la febbre, farlo bere abbondantemente, fargli sciacqui con acqua salata, evitare cibi che richiedano molta masticazione o cibi acidi che stimolano la salivazione, fare impacchi freddi sulla zona gonfia.

Prevenzione
Per prevenire gli orecchioni si raccomanda il vaccino, preparato con un virus vivo attenuato che viene somministrato generalmente insieme a quello contro morbillo e rosolia. Esistono vaccini che sono ancora in commercio che hanno una scarsa efficacia protettiva contro la parotite e perciò non sono più raccomandati. Il vaccino viene somministrato con un'unica iniezione che si effettua per via sottocutanea in genere nella parte alta ed esterna del braccio. Il vaccino è raccomandato durante il secondo anno di vita del bambino, in genere a 15 mesi (una seconda dose di vaccino è invece raccomandata all'età di 11-12 anni); si stima che meno del 60 per cento dei bambini italiani sia vaccinato contro questa malattia entro i due anni di vita (stima sui nati nel 1996). La vaccinazione di un bambino già immune, perché già vaccinato in precedenza o perché già ha avuto la malattia non comporta alcun danno e rinforza semplicemente il suo grado di protezione.

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