Varicella

La varicella è una malattia infettiva dell'infanzia molto contagiosa che colpisce soprattutto i bambini tra i 5 e i 10 anni di età.

Varicella

Tra tutte le malattie esantematiche dell'infanzia, la varicella è quella più facilmente riconoscibile: dopo un'incubazione molto lunga (14-21 giorni) e un breve periodo di febbre e malessere compaiono delle macchioline rosse (lievemente rialzate) sulla pelle e sulle mucose che in breve si trasformano in vescicole che contengono liquido. Nella fase conclusiva, le vescicole, seccandosi, diventano croste che si staccano spontaneamente in pochi giorni. L'esantema compare prima sul cuoio capelluto, sul viso e sul torace e poi si estende a tutto il corpo. La varicella è frequente in tutto il mondo e solo recentemente gli Stati Uniti hanno deciso di mettere in atto una strategia vaccinale diretta a tutta la popolazione. In Italia si verificano epidemie ogni anno soprattutto nel periodo invernale-primaverile con decine di migliaia di casi di malattia.

Complicazioni
La malattia decorre generalmente senza complicazioni, tranne che nel neonato, poiché è sprovvisto degli anticorpi di questa malattia. In questi casi, anche se raramente, la malattia può complicarsi con polmonite da curare con gli antibiotici, e ancora più di rado, con malattie che possono colpire il cervello, come l'encefalite. Una complicazione minore della varicella è l'infezione batterica della pelle, causata dal continuo grattarsi del bambino. In genere è sufficiente disinfettare le vescicole con acqua ossigenata, utilizzando garze sterili. Per le donne in gravidanza è consigliato non stare a contatto con bambini che presentano questa infezione, poiché essa può essere trasmessa al feto attraverso la placenta e causare, soprattutto nel primo trimestre, complicazioni (anche se raramente). Il virus rimane latente nell'individuo che ha avuto la varicella e può riattivarsi soprattutto con l'avanzare dell'età, quando le difese immunitarie si indeboliscono, con manifestazioni localizzate alla cute, causando una malattia chiamata "herpes zoster" (il cosiddetto "fuoco di Sant'Antonio"), una dermatite dolorosa, nelle cui vescicole c'è il virus della varicella: chi non ha avuto questa infezione deve evitare quindi il contatto con il soggetto che ha l'herpes, perché attraverso esso potrebbe ammalarsi appunto di varicella.

Cura
Il pediatra non prescrive una cura specifica contro la varicella, ma eventualmente solo farmaci in grado di attenuarne i sintomi (antistaminici contro il prurito ed antipiretici per la febbre). Per attenuare il prurito che provoca la manifestazione della varicella, i genitori, dopo che si sono seccate le vescicole, possono fare al bambino il bagnetto tutti i giorni, utilizzando un sapone a pH fisiologico, e asciugandolo con un asciugamano di spugna morbida, evitando di frizionare o sfregare le lesioni. È consigliabile poi applicare un latte idratante. Per evitare inoltre che il piccolo si gratti, provocandosi abrasioni che poi potrebbero infettarsi, è bene mantenere le sue unghie sempre corte.

Prevenzione
Il vaccino contro la varicella è di elevata efficacia ed è disponibile per il momento solo in forma monovalente. Nel prossimo futuro è verosimile che venga prodotto un vaccino combinato con morbillo, parotite e rosolia. In Italia non esiste una strategia vaccinale per tutta la popolazione, tuttavia la vaccinazione viene raccomandata in particolare ai pazienti che hanno malattie del sangue come la leucemia o altri tipi di tumori. Infatti in questi pazienti le conseguenze della malattia possono essere devastanti.

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