Infezioni urogenitali da virus

Anche se oggi l'attenzione è rivolta soprattutto all'AIDS (trasmessa dal virus dell'HIV), è bene ricordare anche le altre malattie provocate da virus, per esempio i condilomi, le infezioni erpetiche, l'epatite A e B. In particolare, nei casi in cui si verificano rapporti "a rischio" (non protetti con partner occasionali o con un partner stabile che, però, ha avuto a sua volta rapporti "a rischio") si dovrebbero effettuare controlli medici periodici, per rilevare, così, l'eventuale presenza di infezioni e iniziare in modo tempestivo il trattamento più idoneo.

AIDS

Anche se l'AIDS non è una patologia urogenitale, può essere trasmessa sessualmente ed è perticolarmente importante esserne informati. Il virus dell'AIDS è un retrovirus (genere di virus a RNA, ossia acido ribonucleico, appartenente alla famiglia Retroviridae, a cui fanno capo tutti i virus tumorali) che attacca alcune cellule del sistema immunitario, principalmente i linfociti CD4, indebolendolo fino ad annullare la risposta contro virus, batteri, protozoi e funghi. La distruzione del sistema immunitario causa una sindrome che si chiama AIDS (Sindrome da Immunodeficienza Acquisita). Una persona affetta da AIDS è maggiormente esposta alle infezioni. Quando una persona entra in contatto con il virus dell'HIV può diventare sieropositiva (quindi risulta positiva alla ricerca di anticorpi dell'HIV nel siero). Questo può verificarsi dopo un certo periodo, detto periodo finestra, che può durare fino a sei mesi.
Il test quindi non indica la presenza del virus, ma solo degli anticorpi specifici che il sistema immunitario ha sviluppato dopo il contatto con il virus. Se il test risulta negativo va comunque ripetuto allo scadere dei 6 mesi, calcolati a partire dall'ultimo episodio ritenuto "a rischio". Un persona che è positiva al primo test, viene sottoposta ad altri test di conferma. In seguito vengono effettuati test per valutare se e quanto il virus HIV ha danneggiato il sistema immunitario: fondamentale è la conta dei linfociti CD4.

L' esame che misura la quantità di virus nel siero è fondamentale perché permette tra l'altro una verifica indiretta dell'efficacia dei farmaci antiretrovirali. Esistono anche alcuni esami che servono a individuare i ceppi mutanti resistenti ai farmaci. Se in una persona si ritrovano gravi danni al sistema immunitario e la presenza di infezioni opportunistiche (ossia le infezioni che colpiscono con maggiore facilità i pazienti affetti da AIDS, per esempio la polmonite), si diagnostica l'AIDS.
L'Infezione da HIV si trasmette in tre modi:
  • per via ematica: le trasfusioni di sangue infetto possono trasmettere il virus HIV, come anche lo scambio di siringhe infette
  • per via sessuale
  • per via verticale, ossia la madre può trasmettere il virus HIV al figlio durante la gravidanza, al momento del parto o durante l'allattamento.

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Condilomi

Si tratta di escrescenze della pelle di tipo verrucoso che colpiscono di preferenza le zone genitali, sia nel maschio sia nella femmina. Sono generalmente provocate dal virus HPV (Human Papilloma Virus) e si trasmettono prevalentemente con l'attività sessuale. I sintomi sono molto lievi, a meno che non si sovrapponga un'altra infezione. Si possono verificare, oltre alla crescita di escrescenze nelle zone genitali, perdite di sangue e prurito.
I condilomi vulvari sono simili alle verruche che si possono manifestare in altre parti del corpo. Si diffondono più facilmente in condizioni di umidità elevata e sono più frequenti in caso di aumento delle perdite vaginali, come nel caso della candidosi vaginale.

I condilomi più piccoli possono essere trattati con applicazioni locali, quelli più grandi richiedono la rimozione chirurgica. Nel trattamento di queste lesioni è sempre raccomandabile poter effettuare l'esame istologico di tutta la lesione asportata. Se non trattate possono persistere per diversi mesi e persino anni. Le lesioni possono aumentare di numero e spargersi in zone anche distanti. Con il passare del tempo, se non trattate, possono anche scomparire. Poiché i condilomi si possono trasmettere con rapporti non protetti, in caso se ne riscontri la presenza, anche il partner andrà attentamente controllato ed eventualmente curato.

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Herpes genitalis

L'herpes genitalis è una patologia causata da virus Herpes simplex di tipo II ed è un'infezione a trasmissione sessuale molto somigliante a quella provocata dal virus dell'herpes labiale di tipo I. Si tratta delle cosiddette "febbri", ossia quelle bollicine fastidiose che appaiono sulle labbra ma anche in altre zone della cute solitamente durante un'influenza, un periodo di stress, una intensa esposizione al sole. Esse sono dovute alla replicazione del virus all'interno delle cellule. La prima volta che si contrae l'herpes genitalis, i sintomi sono in genere abbastanza importanti: alla presenza di bollicine bianche, in numero variabile da due fino a venti e più, si accompagna un senso di prurito e tensione fastidiosamente doloroso. Ogni tentativo però di portarsi sollievo grattandosi è inibito dall'estremo dolore che provoca anche lo sfiorarsi. A questi sintomi si unisce inoltre spesso febbre e rigonfiamento delle ghiandole inguinali e rossore generalizzato della parte interessata.
Il virus dell'herpes una volta contratto tende a rimanere all'interno del corpo umano per ricominciare a replicare in momenti di deficit immunitario, ma gli episodi successivi sono molto meno drammatici in quanto il sistema immunitario conserva la memoria del virus e ne arresta la replicazione in tempi molto più brevi.

In presenza dei sintomi descritti è necessario sottoporsi a una visita ginecologica. Il trattamento per eccellenza è quello a base di farmaci antivirali, che non solo mitigano i sintomi ma riducono la durata della malattia. È necessario astenersi dai rapporti sessuali fin dai primi sintomi e in realtà si pensa che coloro che siano affetti da Herpes genitalis possano trasmetterlo anche nei periodi di latenza. Un comportamento corretto da parte dei portatori di herpes genitalis sarebbe quello di comunicare al partner lo stato di possibile contagiosità.

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